Nuovo Ponte Navetta di Parma

Progetto di un ponte ciclo-pedonale

  1. 01_Ponte Parma_Alto
  2. 02_Ponte Parma_Ante
  3. 03_Ponte Parma_Planimetria
  4. 04_Ponte Parma_Ponte giorno
  5. 05_Ponte Parma_Ponte notte
  6. 06_Ponte Parma_Rampa_interno
  7. 07_Ponte Parma_Rampa
  8. Rampa altra
  9. 08_Ponte Parma_Esploso

Concorso a procedura aperta

Progettisti : Arch. Alessandro Sepe, Arch. Edoardo Sborchia

Il progetto ha partecipato ad un concorso aperto indetto dal Comune di Parma e il Rotary Club nel 2015.

I punti chiavi richiesti dalla commissione riguardavano la progettazione di un ponte ciclo-pedonale nel luogo dove, a seguito dell’alluvione del 2014, era crollato lo storico ponte in muratura di via della Navetta. Bisognava quindi trovare una soluzione tale da evitare che il nuovo ponte potesse subire dei forti danni durante una possibile futura alluvione come quella del 2014. Inoltre si chiedeva di recuperare e omaggiare in qualche modo il rudere rimasto dell’antico ponte, come una sorta di monumento a memoria di quella tragedia.

Studiando l’area abbiamo scelto di collocare il nuovo ponte in linea di continuità con via Navetta. Questo permette di intercettare ben 3 percorsi simultaneamente sulla sponda est : quello appunto di via Navetta, quello dato dall’attuale pista ciclabile e quello della nuova pista situata verso nord sui futuri argini del fiume. Per far si che si potesse avere un comodo accesso da questi tre punti anche con la bicicletta, abbiamo progettato una rampa circolare.

L’idea alla base della progettazione del ponte è stata quella di evitare un forte impatto visivo che poteva generarsi scegliendo come struttura una a tiranti e piloni, che, vista la non piccola lunghezza del ponte, si sarebbe imposta nel paesaggio circostante.
Anche una struttura ad arco non avrebbe rispettato il nostro obiettivo del minimo impatto visivo e della conservazione del paesaggio.
Alla luce di ciò ci siamo orientati ad una classica struttura reticolare, propria dei ponti in acciaio. Una struttura così fatta crea una forma dinamica, “leggera” e  che permette di contenere i costi, altro punto chiave delle richieste della committenza.

La struttura del ponte è integrata alla sua illuminazione a LED, che corre lungo le travi inclinate e da risalto al senso di movimento e dinamicità che abbiamo deciso di infondere nel design.

Dinamicità e fluidità che è riscontrabile anche nei percorsi limitrofi pensati appositamente per il flusso ciclabile. Per l’accesso al ponte abbiamo progettato due rampe, due “piedistalli” che si differenziano dalla struttura leggera in acciaio che sostengono, in quanto realizzate in calcestruzzo bianco. Quella dalla parte di via della Navetta, sinuosa e ricurva, crea una piccola oasi, un ambito di tranquillità al suo interno. L’altra è una rampa che integra nella sua forma scalini per piccole sedute con la speranza di rendere un luogo di passaggio anche di riposo.

Per quanto riguarda il “ricordo” rivolto all’antico ponte crollato, abbiamo agito in due modi. Da una parte abbiamo posto dei pilastri in c.a., a mo’ di frangiflutti, seguendo la cadenza e il passo strutturale delle campate del vecchio ponte, donandogli poi una illuminazione dedicata dal basso ed una forma che ricordasse i piloni distrutti. Dall’altra, tramite due grandi vetrate serigrafate poste ai vecchi accessi al ponte : qui trovano spazio inscritti nel vetro la sua storia e le testimonianze della disastrosa alluvione. Questi accessi “virtuali” permettono di inquadrare, da una sponda all’altra, esattamente il percorso del vecchio ponte.